
Genitori testati non garantiscono una vita senza malattie, ma escludono rischi noti. Ecco gli esami che contano nel Bengala, e le domande da fare all’allevatore.
Perché testare i riproduttori
Alcune malattie ereditarie si trasmettono dai genitori ai gattini senza che i genitori stessi siano malati. Testare i riproduttori prima di accoppiarli permette di evitare la nascita di gattini affetti. È uno dei primi criteri che distinguono un allevamento attento da una semplice produzione di gattini.
Esistono due grandi famiglie di esami. I test del DNA, eseguiti una volta per tutte a partire da un prelievo, indicano se il gatto porta una mutazione nota. Gli esami di screening, come l’ecografia, descrivono lo stato di un organo in una certa data e vanno ripetuti.
Nessun test copre tutto. Ma un allevatore che testa, che mostra i risultati e ne tiene conto negli accoppiamenti vi dà un’informazione preziosa, che non potreste ottenere in altro modo. Questi risultati sono anche il segno di un allevamento che ragiona a lungo termine, oltre la sola cucciolata in corso.
PKDef e PRA-b: due test del DNA essenziali
Il deficit di piruvato chinasi, o PKDef, è una malattia ereditaria dei globuli rossi che può provocare un’anemia più o meno marcata. Si trasmette in modo recessivo: un gatto deve ereditare la mutazione da entrambi i genitori per esserne affetto. Un test del DNA permette di sapere se un riproduttore è esente, portatore o affetto.
La PRA-b è un’atrofia progressiva della retina descritta nel Bengala. Provoca una perdita progressiva della vista che inizia fin dalla giovane età. Anche questa è recessiva, e un test del DNA specifico permette di individuarla nei riproduttori.
Un gatto portatore non è malato. Accoppiato con un partner esente, non darà alcun gattino affetto, anche se alcuni gattini potranno essere portatori a loro volta. Quello che bisogna evitare è l’accoppiamento tra due portatori: è proprio ciò che i test permettono di prevenire.
HCM: l’ecografia piuttosto che il DNA
La cardiomiopatia ipertrofica, o HCM, è una malattia del muscolo cardiaco che colpisce molte razze feline, tra cui il Bengala. Per alcune razze, come il Maine Coon o il Ragdoll, esistono test del DNA, ma riguardano mutazioni proprie di quelle razze. Oggi non esiste un test del DNA affidabile per la HCM nel Bengala.
Lo screening passa quindi per un’ecografia cardiaca, eseguita da un veterinario formato per questo esame. Permette di misurare lo spessore delle pareti del cuore e di individuare eventuali anomalie. L’esame è indolore e di solito si fa senza anestesia, con il gatto semplicemente tenuto con delicatezza per qualche minuto.
Poiché la HCM può comparire in età adulta, un risultato normale vale solo per la data dell’esame. Gli allevatori attenti ripetono l’ecografia dei loro riproduttori a intervalli regolari. Chiedete la data dell’ultimo esame, non solo il risultato.
PKD, FIV e FeLV
Il rene policistico, o PKD, provoca la formazione di cisti nei reni. È noto soprattutto nel Persiano e nelle razze affini, per le quali è stato sviluppato un test del DNA. Nel Bengala alcuni allevatori lo includono nei loro controlli, con un test del DNA o un’ecografia renale, per precauzione.
FIV e FeLV sono due gravi malattie virali, trasmissibili tra gatti, spesso chiamate AIDS felino e leucemia felina. Un esame del sangue permette di verificare lo stato dei riproduttori. In un allevamento è una base indispensabile per proteggere sia i gatti adulti sia i gattini.
Le nostre gatte sono testate per FIV e FeLV, per la PKDef e per la PRA-b, con risultati negativi. La nostra pagina salute spiega il nostro approccio, e condividiamo volentieri i documenti con le famiglie che ci contattano. La trasparenza sulla salute dei nostri gatti fa parte del nostro modo di allevare, al pari della socializzazione dei gattini.
Che cosa deve chiedere chi adotta
Non esitate a fare domande precise: un allevatore serio se le aspetta e vi risponderà senza giri di parole. Un risultato comunicato a voce non vale quanto un documento. Chiedete di vedere i certificati, con il nome del gatto, il suo numero di identificazione, il laboratorio o il veterinario e la data.
Diffidate delle formule vaghe come «genitori testati» senza ulteriori precisazioni, o «test aggiornati» senza documenti. E tenete presente che il gattino stesso non ha sempre bisogno di essere testato: se entrambi i genitori sono esenti da una malattia recessiva, lo è anche lui.
- I risultati PKDef e PRA-b di entrambi i genitori
- La data dell’ultima ecografia cardiaca
- Lo stato FIV e FeLV dei riproduttori
- Il controllo PKD scelto dall’allevamento
- Documenti nominativi, non una semplice dichiarazione
Domande frequenti
Un gattino nato da genitori testati ha la salute garantita?
No, nessun test garantisce una salute senza problemi. I test escludono malattie ereditarie note, il che è già molto. Il resto dipende anche dalle condizioni di allevamento, dai controlli veterinari e dalle cure che il gatto riceverà per tutta la vita.
Perché non esiste un test del DNA per la HCM nel Bengala?
I test disponibili rilevano mutazioni individuate in altre razze, in particolare nel Maine Coon e nel Ragdoll. Finora nessuna mutazione affidabile è stata convalidata per il Bengala. Per questo lo screening si basa sull’ecografia cardiaca, ripetuta nel tempo.
Un gatto portatore può essere usato per la riproduzione?
Per una malattia recessiva, un portatore accoppiato con un partner esente non darà alcun gattino affetto. Alcuni allevatori fanno questa scelta per preservare la diversità genetica, a condizione di conoscere lo stato di ogni riproduttore. L’accoppiamento tra due portatori, invece, va escluso.
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